martedì 25 novembre 2008

....E TUTTO SALTERA' E SI RIMESCOLERA'......

Nel dna della destra politica italiana non c’è traccia di liberalismo. neppure di regionalismo.Prima del 1970 il msi combattè una disperata battaglia ostruzionistica in parlamento contro l’introduzione delle regioni, pure previste nella costituzione.Le regioni avrebbero moltiplicato le burocrazie e la partitocrazia,già allora famelica, avrebbe occupato ogni spazio con quei criteri lottizzatori che oggi sono sotto gli occhi di tutti.L’esempio fornito da quelle regioni a statuto speciale come la sicilia, indicava chiaramente che il misto di politica corrotta da pesanti infiltrazioni mafiose, di selvaggie e devastanti speculazioni edilizie, la pioggia di denaro sborsato dallo stato senza controllo, avrebbero creato delle “elites” negative tuttora pienamente in sella.Il “nostro” Paolo Borsellino deve pur averci insegnato qualcosa.Gli autonomismi, comunque mascherati, sono quanto di più lontano si possa immaginare dalla ns tradizione politica: stato forte ed unito,nazione compatta,patria comune e indivisibile.Le regioni ci hanno dato,(con qualche eccezione più dovuta alle condizioni ambientali che alla volontà della politica),dissesto nei bilanci e sprechi clientelari di ogni tipo.Lo stato deve limitarsi a fare da ufficiale pagatore,senza alcun potere di intervento per cercare di tamponare l’emorragia.Impossibile, ad esempio,commissariare con un funzionario dello stato, un assessore della sanità che dilapidi o usi a fini clientelarile risorse.Con il federalismo,compresa l’ignobile trovata del federalismo fiscale, la lega persegue il proprio mai smentito progetto politico: quello della frantumazione di quel poco che rimane dello spirito unitario nazionale.Aggregati di regioni assolutamente indipendenti con burocrazie locali mostruose ed asservite ai partiti”regionali”e difesa di interessi particolari e di egoismi pseudoetnici.Di qui la mia sorpresa nel vedere l’udienza che ha, anche presso taluni ns ambienti, la tossica predicazione leghista.Chi vuole illudersi di poter ottenere qualche frattaglia di vantaggio da questa assurda impostazione paraleghista, è destinato a svegliarsi con i risultati del trentino.Gli elettori non votano per le fotocopie; se sono costretti a sciegliere e il “mercato politico” non offre altro, votano per l’originale.Che pena vedere tanti neofederalisti e neo autonomisti scodinzolare davanti alla lega o al pdl per non ottenere nemmeno un posto nel consiglio di amministrazione di un acquedotto!Si ha l’impressione che tanti, troppi, siano nostalgici di “alleanza nazionale” di 10 anni or sono, senza rendersi conto che “quella” alleanza nazionale era già contagiata dal virus dell’ aids del libero mercatismo sfrenato, dell’atlantismo servile filoamericano, del sionismo più oltranzista, dell’antisocialità, del becero destrismo alla feltri.No, cari camerati immaginari,tutto ciò non appartiene alla ns storia, al ns patrimonio politico, alla ns vocazione nazionale ed europea.Entro un paio di anni, la stella dell’ imbroglione di arcore si spegnerà davanti ai problemi drammatici dell’italia e del pianeta, per i quali non basteranno più gli spot luccicanti e tranquillizzanti.
E tutto salterà e si rimescolerà.
Una forza politica come la Destra ha il dovere di attrezzarsi politicamente e moralmente per affrontare questa attraversata del deserto.
TUTTO IL RESTO E’ NOIA.

TOMASO STAITI








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1 commento:

tommaso ha detto...

mmmmmmmmmm non sono propriamente d'accordo per quanto riguarda il federalismo fiscale. la vedo come l'unica occasione per rompere il sistema attuale. Se il prelievo fiscale nella sua quasi interezza dipenderà dalle regioni sarà proprio sotto gli occhi dei cittadini il loro utilizzo sia in bene che in male. Non ci sarà più il ricatto politico di Roma che continua, con la scusa di finanziamenti ad hoc, a mantenere in vita governi locali spreconi che non si preoccupano della conseguenza dei loro sprechi perchè tanto, assicurando il giusto paniere di voti a Roma ottiengono gli enormi stanziamenti che continuano a mantenere una classe dirigente inadeguata,e occupata solo al mantenimento di un potere basato solo sul clientelismo ed il favoritismo personale. I cittadini delle varie regioni potranno chiedere direttamente conto della gestione pubblica a qualcuno che quotidianamente possono controllare, vedere e, nel caso di inefficienza, osteggiare. Roma è lontana dai cittadini le regioni di meno.
L'importante è non transigere su Esercito, Giustizia, Opere Pubbliche di interesse nazionale, Istruzione, Economia Nazionale...........
Sono sbagliate poi, secondo me, le fobie che attualemnte vengono instillate nelle regioni meridionali. Sono regioni ricche che vivono al di sotto delle loro possibilità solo perchè una classe politica arruffona, incompetente, ladrona ed opportunistica da decenni succhia tutta la sua linfa vitale costringendola in una situazione economica di assistenzialismo perenne. Secondo me si dovrebbe preoccupare di più un Trentino Alto Adige o una Valle d' Aosta che a fronte di un versamento nelle casse statali di circa 1200/1700 euro procapite ora ne ottengono come ritorni indiretti 5000 euro a persona. Il Sud si deve svegliare e per farlo deve rendersi conto che sono le cimici che si porta addosso il problema e non il Nord.
Non si possono utilizzare tematiche che andavano bene negli anni '70 e utilizzare sempre il tema dell' unità nazionale avendo paura di prendere una strada, certamente pericolosa, ma unica per un cambiamento di questo sistema politico. Perchè noi vogliamo il cambiamento vero?? saluti tommaso